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Una Verità Sconveniente (An
Inconvenient Truth) di Al Gore
Con il suo documentario "An inconvenient
truth", Al Gore (due volte vicepresidente degli stati uniti
e sconfitto al fotofinish nelle presidenziali del 2000) ha trovato
una seconda giovinezza per la sua vita politica. "Una verità
sconveniente" è un documentario che mostra la incontestabilità
dei cambiamenti climatici e manifesta la necessità di agire
nel minor tempo possibile per opporvisi.
In america come al solito il pubblico si è
lungamente diviso (e con esso la critica, ma al momento in cui
scrivo gli incassi si aggirano sui 20 milioni di $, quindi un
risultato lo ha ottenuto...) sulla attendibilità delle
informazioni e soprattutto sulla credibilità dei modelli
previsionali che le sottendono.
A questo proposito esistono ormai vari organismi a ogni livello
governativo e non governativo che danno le loro previsioni sugli
"scenari" futuri. Tra questi non si può non citare
l'IPCC - Intergovernamental Panel on Climate Change (il più
prestigioso e controllato dall'ONU tramite l'UNEP). Esistono poi
siti dedicati al monitoraggio dei trends. Se da una parte ci sono
ormai parecchi sostenitori del cambiamento climatico (le cui fila
si sono ingrossate molto, dopo il passaggio di Katrina), dall'altra
continuano a soffiare i detrattori, i quali oltre a contestare
i dati e le posizioni degli scenziati prendono anche in burla
il personaggio di Al Gore.
Inutile dire che di questo documentario non si parla sulle tv
italiane, che come noto non brillano per la loro sensibilità
ai problemi ambientali; speriamo solo che come per i film di Michael
Moore sia il successo di pubblico negli states a spingere alla
traduzione e alla proiezione nelle sale italiane.
A dire il vero anche gli scettici, pur avendo relativamente poco
seguito nel mondo scentifico fanno notare (in modo preoccupante)
che alcuni autorevoli scenziati che negli anni '70 pensavano che
stessimo muovendoci verso una nuova era glaciale ora sono allarmati
per il trend contrario (basta leggere questo articolo del "The
New American", certo non un chiaro esempio di rivista scientifica).
Il regno unito, a differenza degli USA, sembra ossessionato dal
riscaldamento globale. Il governo inglese ha approntato un piano
aggressivo per la riduzione delle emissioni (che però è
insufficiente alla luce delle nuove stime sulle reali emissioni
nazionali) e criticato la scarsa forza di quelli prodotti dai
partner europei , e i conservatori hanno dato una svolta ambientalista
alla loro azione politica, rivaleggiando a colpi di proposte con
la sinistra inglese (eh si, magari succedesse anche in italia...).
Il motivo è presto detto: pur nella loro diversità,
moltissimi modelli sono concordi nello stabilire che in caso di
inasprimento del riscaldamento globale la sorte dell'inghilterra
sarà veramente grama.
La prova della loro forte preoccupazione la si può trovare
sul sito dedicato creato dalla Royal Society for the Protection
of Birds
estratto da Segnali Verdi Blogspot
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