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i sindacati chiedono l'intervento del governo
sui rincari annunciati per oltre 90 euro l'anno a famiglia.
Da luglio aumentano luce e gas
Consumatori sul piede di guerra
Intesa: basta aumenti, abbattere l'Iva sul gas
e promuovere una nuova politica energetica
ROMA - Sindacati e associazioni dei consumatori scendono in campo
dopo l'annuncio del rischio stangata sulle tariffe di luce e gas.
E rivedono i calcoli portando i rincari a oltre 90 euro l'anno
per ogni famiglia. I consumatori chiedono al governo di abbattere
l'Iva sul gas, ma anche di promuovere nuove politiche energetiche.
I sindacati chiedono l'intervento urgente dell'esecutivo e dell'Autorità
per l'energia elettrica e il gas.
"Se verranno confermate le percentuali di aumento per il
gas e per l'elettricità" si legge in una nota delle
tre sigle, Adusbef, Adoc e Federconsumatori, "le famiglie
italiane subiranno un ulteriore aggravio economico ogni anno di
16 euro per la luce e 36 euro per il gas. Inoltre ciò comporterà
nella determinazione dei prezzi dei beni di largo consumo un aumento
pari allo 0,15 sul tasso d'inflazione, che ricadrà sulle
famiglie con una ulteriore spesa di 41 euro annui. Ogni famiglia
quindi, per costi diretti e indiretti, pagherà in più
all'anno 93 euro".
Per l'Intesa dei Consumatori è necessario "intervenire
immediatamente sia con manovre congiunturali che strutturali a
partire dall'abbattimento dell'Iva sul gas parificandola al 10
per cento (tale parificazione comporterà un risparmio a
famiglia di circa 90 euro)". "In termini strutturali
- conclude la nota - si inizi a realizzare concretamente una nuova
politica energetica basata sul risparmio, sulle fonti alternative
e sulla modernizzazione di tutte le fasi, produttive e commerciali,
di questo settore".
Sui rincari di luce e gas che scatterebbero a luglio, secondo
le stime del Centro ricerche industriali ed energetiche (Rie),
anche i sindacati sono sul piede di guerra e chiedono l'intervento
del governo. "I lavoratori dipendenti e i pensionati, che
già fanno fatica ad arrivare alla fine del mese non possono
sopportare nuovi aumenti tariffari" ha dichiarato Giacomo
Berni, segretario nazionale della Filcem-Cgil. "Rinnoviamo,
assieme alla denuncia la richiesta di incontro al governo"
ha concluso, "già reiterata da Cgil, Cisl e Uil, per
discutere il da farsi".
Anche il presidente del Codacons Calabria, Francesco Di Lieto,
fa una stima dei rincari e minaccia l'autoriduzione dei consumi
se non interviene il governo. "Dobbiamo attenderci un aumento
che, per quanto concerne le tariffe elettriche, sarà quasi
sicuramente dell'ordine di un 2-3 per cento. Questi aumenti"
ha detto Di Lieto, "avranno serie ripercussioni su tutte
le bollette Enel, anche quelle di una famiglia tipo. Nel caso
del gas, invece, il possibile incremento che dovrebbe essere attorno
al 4 per cento, potrebbe costare a una famiglia tipo ben oltre
30 euro su base annua".
"Se il governo non interverrà per porre un freno
agli aumenti" ha concluso, "metteremo in atto l'autoriduzione
dei consumi di luce e gas, perché non è possibile
che a pagare siano sempre i soliti noti".
(12 giugno 2005)
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