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belle, veloci, soprattutto pulite. Oggi le loro stazioni di rifornimento
costeggiano come lapidi impolverate le strade della California....
..... le lamiere delle
ultime vetture prodotte - gioielli a emissione zero e batteria
elettrica, uno sprint che negli ultimi modelli raggiungeva i 250
km/h - accatastate una sull'altra a coprirsi di ragnatele nel
deserto di Mesa, in Arizona. Abbandonate a marcire lì nuove
di zecca, nonostante centinaia di americani abbiano implorato
la General Motors di poterle acquistare col solo scopo di tenerle
parcheggiate nel giardino di casa, immobili.
Erano le Ev1, "esemplari superbi" come le hanno definite
gli affezionati acquirenti che ancora oggi le coccolano amorevoli
facendosi fotografare mentre le accarezzano con lo sguardo perso,
manifestano rabbiosi per resuscitarle, le ricoprono di fiori e
manti neri inscenando il loro funerale. Perché furono esemplari
effimeri, sopravvissero solo tre anni: nate nel 1996, vennero
seppellite nel deserto dalla GM nel '99, dopo poco più
di un migliaio di auto sfornato dalla fabbrica. Uccise - fa capire
Chris Paine, regista del film documentario Who killed the electric
car? da oggi nelle sale americane - dagli interessi che gravitano
intorno al petrolio. Ma quali?
Un mistero, che ha spinto automobilisti appassionati a fondare
associazioni che chiedono con lo slogan GM: let patriots drive
the EV1, il ripristino della messa in produzione delle macchine.
Premi Oscar come Tom Hanks, Mel Gibson, attori icona del cinema
americano come Martin Sheen (Apocalypse now) a prendere parte
al film documentario gratis, a difendere un think green sempre
più impellente in un mondo che ribolle per l'aumento di
temperature e gas di scarico, Al Gore primo nelle sale a illustrare
il disastro, bacchetta da metereologo alla mano.
Un mistero di difficile soluzione visto che le EV1 sono nate
per rispettare il decreto adottato in grande fretta dalla California
alla fine degli anni '80 a seguito dell'allarme inquinamento.
Entro il 1998 - data poi rimandata - non meno del 2% delle macchine
in circolazione nello stato avrebbe dovuto essere a emissione
zero. Così recitava lo ZEV (Zero Emission Viechle), e la
General Motors obbedì, ricevendo anche un finanziamento
di un miliardo di dollari dall'amministrazione dell'allora presidente
americano Bill Clinton. Ma nel documentario compare un altro presidente
Usa, assieme alla sua consigliera dalla pelle scura, e quattro
lettere battute a macchina nei titoli di testa del film: Iraq
Fonte: Repubblica.it
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